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2009
NECROSCOPIA E DIAGNOSTICA CADAVERICA
La necroscopia è quella pratica messa in atto da un Medico per rilevare le lesioni patologiche di un organismo già privo di vita e per prelevare tessuti, organi e campioni biologici.
Anche in ambito di diagnostica aviare l’autopsia è uno strumento di insostituibile valore.
E’ quindi indispensabile che gli allevatori comprendano il valore di questa pratica e collaborino con il loro Veterinario di fiducia per far esaminare gli animali che malauguratamente dovessero giungere a morte.
Mi preme evidenziare alcune riflessioni a questo riguardo perché troppo spesso vengo contattato da allevatori o semplici proprietari di uccelli ornamentali che mi chiedono il motivo della morte dei loro animali. Spesso alla richiesta di vedere l’animale venuto a morte mi rispondono che “naturalmente” l’hanno già buttato via per la rabbia e per la delusione! “Naturalmente” non so cosa rispondere senza conoscere altri sintomi oltre all’avvenuto trapasso!
Capisco lo stato d’animo di ognuno ma per sapere di cosa è morto un animale non è quasi mai sufficiente la semplice descrizione dei sintomi rilevati dal proprietario.
Vediamo quindi insieme cos’è l’autopsia, quando è utile farla, come conservare e spedire gli animali e che cosa è possibile scoprire tramite di essa.
Ogni Veterinario ha probabilmente una propria tecnica di diagnostica cadaverica, affinata negli anni e derivante dall’esperienza. Ci sono anche differenti tecniche a seconda di cosa si cerca e di che tessuti si vogliono esaminare con maggior precisione.
Descriverò quindi la tecnica da me utilizzata pur consapevole che ne possono esistere altre altrettanto valide ed efficaci.
Prima di intervenire sul corpo dell’animale faccio più domande possibili all’allevatore per farmi un’idea sulle ipotetiche cause del decesso.
Preparo quindi il cadavere eliminando molte penne e piume di copertura, soprattutto sulla zona addominale, per “pulirmi il campo” e non contaminare con pezzi di piume gli organi interni all’atto della dissezione. Questo mi permette anche di valutare lo stato di nutrizione, lo sviluppo muscolare e la cute del soggetto al momento della morte.
Prima di appoggiare le forbici sul corpo dell’animale è anche importante esaminare tutto il soggetto con attenzione, soffermandosi specialmente sulle comunicazioni naturali dell’interno con l’esterno come: becco, occhi, cloaca, ecc. Già in questa prima fase potranno essere raccolti dati importanti come ad esempio: la cloaca imbrattata di feci, muco che esce dalle narici, occhi molto arrossati, ecc.
Inizio poi la dissezione praticando un taglio dalla base dello sterno lungo l’addome fino in prossimità della cloaca. Non recido la cloaca per non inquinare il campo con materiale fecale.
In questo modo riesco a visualizzare l’intera cavità celomatica e tutti gli organi in essa contenuti. La peculiarità degli uccelli di non avere il diaframma permette di osservare attraverso questo accesso anche gli organi contenuti nel torace, ovvero cuore polmoni sacchi aerei, grossi vasi, vie aeree ed annessi ghiandolari.
Dopo aver esaminato e fotografato gli organi, disarticolo e taglio i collegamenti tra carena dello sterno e colonna vertebrale per meglio visualizzare gli organi contenuti nel torace.
A questo punto ho accesso a tutti gli organi interni. A seconda dei reperti anatomo-patologici potrò decidere se prelevare dei campioni biologici per farli esaminare presso un Laboratorio o un Istituto Zooprofilattico, prelevare dei tessuti da conservare in Formalina oppure aprire i diversi organi come intestino o stomaco per fare dei raschiati dalla loro mucosa o esaminarne il contenuto.
Per consolidata abitudine, sono solito fotografare ogni cosa e fare un report scritto seguendo una scheda che mi permetta di ricordare anche a distanza di tempo quello che ho visto. Naturalmente questi dati vengono allegati all’anagrafica del cliente in computer ed il report cartaceo consegnato al cliente che ha richiesto l’esame in questione.
Trascurare un esame fondamentale come l’autopsia è profondamente sbagliato perché se nulla è possibile fare per l’animale oggetto di necroscopia, il suo esame potrà probabilmente salvare la vita ai molti animali che con lui convivevano ed erano quindi esposti agli stessi rischi sanitari!
Rispondo alle domande che più frequentemente mi sono state fatte sull’argomento:
Quale animale può essere autopsato?
Qualsiasi animale, anche un pullus di canarino di 1 giorno è utile in ambito necroscopico e su di lui si possono fare innumerevoli prove ed esami.
Qualsiasi animale ben conservato e non autolitico (decomposto) può essere necroscopizzato.
Come conservare un corpo per l’autopsia?
Il modo migliore per fare l’autopsia è quello di esaminare l’animale appena morto.
E’ questo il motivo per il quale nell’allevamento intensivo, ad esempio di polli da carne, il Veterinario sopprime alcuni soggetti malati per poterne fare la necroscopia.
Se non è possibile conferire in Ambulatorio il cadavere appena venuto a morte è preferibile conservarlo in frigorifero a circa 4° nel caso possa essere esaminato entro le 24 ore; altrimenti in congelatore a temperatura di refrigerazione per tempo indefinito.
Lo svantaggio della refrigerazione rispetto alla conservazione in frigorifero è che il corpo una volta scongelato potrà essere esaminato macroscopicamente ma spesso non è possibile fare alcuni esami come quello citologico ed istologico causa danni gravi alle cellule durante il processo di congelamento e scongelamento.
Come spedire un uccello ai fini della diagnostica cadaverica?
Consiglio sempre di portare di persona il soggetto deceduto.
Il corpo va trasportato in una borsa termica (vanno bene quelle da supermercato) oppure una scatola da gelato in polistirolo con all’interno del ghiaccio per conservare una temperatura bassa.
In quanto tempo si ha l’esito dell’autopsia?
La tecnica autoptica da risultati ed evidenze immediate, quindi appena finito di compiere l’esame autoptico è possibile fare il referto e comunicarlo all’allevatore.
Gli eventuali esami collaterali (colturali, istologico, citologici, ecc.) hanno invece tempi più lunghi.
Concludendo consiglio a tutti gli allevatori di conferire al Veterinario di fiducia ogni animale che dovesse venire a morte per permettere una diagnostica di allevamento sempre più precisa ed accurata.
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