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2008
VACCINAZIONE NEI FALCHI

La vaccinazione è l’unico modo efficace per prevenire l’insorgere di una malattia.
Grazie alla vaccinazione molte malattie sono state eradicate in molte specie animali.
Negli uccelli ornamentali e nei falchi non esiste ancora quasi nessun prodotto commerciale a loro destinato. Le case farmaceutiche probabilmente non hanno un giro d’affari sufficiente per motivare lo stanziamento di fondi nella ricerca e sperimentazione.
Il Veterinario deve quindi ricorrere alla vaccinazione extralabel, ovvero non specifica per i falchi ma “presa a prestito” da altre specie.
Le vaccinazioni con le quali consiglio di immunizzare i falchi sono:
1) Malattia di Newcastle o Pseudopeste Aviare: malattia sostenuta da un Paramyxovirus. Si utilizza il vaccino per piccioni. Si pratica una volta l’anno in iniezione, dopo sei mesi per via topica oculo-nasale.
2) Vaiolo Aviare: malattia sostenuta da un Poxvirus. Si utilizza il vaccino per polli o piccioni. Negli Emirati Arabi producono un vaccino specifico per falchi. Si vaccina una volta l’anno tramite iniezione.
Come controlli periodici della salute del falco, in media ogni sei mesi e comunque sempre prima di cominciare a far volare l’animale bisogna fare:
- Una visita clinica approfondita con ispezione delle cavità orale e nasale ed auscultazione del cuore, polmoni e sacchi aerei.
- Un esame coprologico per arricchimento e flottazione delle deiezioni raccolte in più giorni.
- Un tampone dalla cloaca e gozzo per la ricerca di funghi e batteri potenzialmente patogeni.
Al primo segnale di malessere, abbattimento, calo di peso immotivato e poca resistenza all’esercizio fisico il soggetto deve essere sottoposto a:
- Visita clinica dettagliata
- Esame radiografico in due proiezioni ortogonali
- Esame ematochimico e striscio di sangue
- Tamponi dalle vie digerente o respiratoria a giudizio del Veterinario curante
- In ultima istanza endoscopia in anestesia gassosa
Il Falco è un animale con “doppio statuto”, ovvero preda e predatore! Questo ha due implicazioni pratiche:
- distanza di fuga dall’uomo (addestramento)
- apparire sempre in ottima salute mascherando i sintomi di malessere (per non attirare le “attenzioni” di predatori più grandi di lui).
Bisogna quindi OSSERVARLO SENZA ESSERE VISTI!
- Mettersi nascosti ed aspettare che si calmi dopo la manipolazione, quindi osservarlo
- Metterlo in una zona scarsamente illuminata o con vetri che permettono la visione solo da un lato, quindi osservarlo
- Dopo l’osservazione a riposo mettere il rapace sotto sforzo ed osservare le prestazioni, la durata del volo e in quanto tempo torna alla respirazione da riposo
- Porre attenzione ogni giorno alla frequenza, consistenza ed al colore delle deiezioni (parassiti intestinali, indigestione, costipazione, … )
- Porre attenzione alla respirazione: frequenza, profondità, “basculamento” della coda sincrono con gli atti respiratori (aereosacculite, bronchite-polmonite, aspergillosi, masse addominali occupanti spazio, … )
- Porre attenzione al piumaggio che deve essere aderente, completo e lucido
- Ogni sintomo che allontani l’animale dalla normalità DEVE essere considerato dubbio
- Ogni sintomo di disagio DEVE far pensare all’esordio di una malattia
- OGNI MINUTO CHE PASSA RIDUCIAMO LE POSSIBILITA’ DI SUCCESSO DEL VETERINARIO. AGIAMO IN FRETTA SE NON SIAMO SICURI CHE STIA BENE!
E’ importante il rapporto tra Medico Veterinario e Falconiere, che deve essere imperniato su alcune caratteristica ineludibili:
- Massima sincerità, non nascondiamoci nulla
- Contatto continuo, il Veterinario deve conoscere gli animali “per nome”
- “Feeling” e chiarezza nei ruoli
- Scambio di informazioni e “trucchi del mestiere” perché insieme possiamo crescere e far crescere questa meravigliosa arte
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