La “tartaruga dalle orecchie rosse”, come viene comunemente chiamata la Trachemys Scripta Elegans, è un animale a libera vendita e circolazione, può quindi essere acquistato e rivenduto senza nessuna complicazione legale.

Ne è invece vietata l’importazione nei Paesi Europei per tutelare la Emys Orbicularis, ovvero la nostra tartaruga autoctona d’acqua dolce. La Trachemys infatti, se messa in libertà, sopravvive benissimo nei nostri fiumi e acquitrini e tende a prevaricare sulla Emys, essendo più aggressiva e più forte della “cugina europea”.

Vediamo come allevare in casa questo animale da compagnia.

 

Le dimensione dei soggetti adulti varia dai 15 ai 30 centimetri di lunghezza (le femmine sono più grandi dei maschi). Questo è il primo aspetto da considerare al momento dell’acquisto. Il nostro piccolo rettile in pochi anni diventerà di dimensioni anche 10 volte più grandi di quelle iniziali e necessiterà di un acquario di adeguate dimensioni, con ricambio periodico dell’acqua.

Il classico “acquario” costituito da una piccola vasca di plastica, con una scaletta ed un palmetta finta è quanto di più sbagliato si possa acquistare. Infatti non permette all’animale di nuotare e non crea la giusta separazione tra zona asciutta e zona umida. Un acquario deve essere sufficientemente grande da permettere all’animale di nuotare, deve avere una zona asciutta alla quale la tartaruga possa accedere agevolmente e deve essere facile da pulire e da disinfettare. I migliori sono quelli da pesci modificati artigianalmente con scivoli e lampade riscaldanti sopra la zona asciutta.

Se si decide di tenere l’animale in casa bisogna procurarsi delle lampade a luce ultravioletta che possano sostituire in parte l’esposizione solare diretta. Vedremo in seguito l’importanza del sole nella salute di questi animali. Utile anche una lampada riscaldante per mantenere la temperatura di un angolo dell’acquario attorno ai 30 gradi. In alternativa si può mettere un termostato in acqua da un lato per creare un gradiente termico.

Il carapace (parte superiore del guscio) è verde nei giovani soggetti e si scurisce con l’età e con l’esposizione al sole. A seconda della zona geografica di provenienza si possono trovare diverse tonalità di colore.

La forma del piastrone (parte inferiore del guscio) è diversa nel maschio e nella femmina. Nel maschio è concava per facilitare l’accoppiamento, mentre nella femmina è piatta o perfino convessa. Il colore di base è giallo con disegni neri.

La pelle è verde a strisce gialle. La zona retrotimpanica è rossa e proprio a questa caratteristica è dovuto il nome “orecchie rosse”. La macchia rossa, sempre presente nei baby, può ridursi ed anche scomparire nei soggetti adulti.

La Trachemys è una tartaruga d’acqua dolce americana che vive in zone d’acqua calma e fondo fangoso. La sua area di distribuzione va dalla Valle del Mississippi al Golfo del Messico.

E’ un animale diurno. Nella prime ore del giorno solitamente si posiziona sopra un sasso o un tronco soleggiato e rimane esposto alla luce e al calore del sole per molte ore prima di iniziare a mangiare. L’irradiazione ha la duplice funzione di riscaldarlo e di fornirgli i raggi ultravioletti, indispensabili per la sintesi della Vitamina D3 e quindi dell’assorbimento intestinale del Calcio.

Questa tartaruga è timida da giovane ma può diventare aggressiva da adulta ed infliggere potenti morsi! Attenzione quindi alla sua manipolazione, che deve sempre avvenire dal lato posteriore.

Sotto i 10 gradi va in letargo, sia fuori sia dentro l’acqua. Se non le si lascia fare il letargo, allora va tenuta a temperature alte in ambienti della casa riscaldati. Se si decide di farle fare il letargo la temperatura deve essere realmente “invernale” compresa tra i 5 ed i 10 gradi. Se infatti la tartaruga rimane in ambienti solo “freschi”, non riesce a mangiare e quindi attivare il suo metabolismo, ma non essendo in letargo consuma energia e dimagrisce. Spesso questi animali si ammalano quando arriva la bella stagione e le temperature si rialzano perché non hanno l’energia per “ripartire”.

Solitamente queste tartarughe non rimangono sott’acqua senza respirare per più di 5 minuti. Durante il letargo invece possono rimanere immerse per mesi.

Sono onnivore e possono mangiare qualsiasi insetto: lumache, pesci, girini, rane e piante acquatiche. Sono cacciatrici formidabili e molto aggressive.

L’alimentazione a base di soli gamberetti industriali liofilizzati è pratica tanto comune quanto sbagliata. In questi prodotti di solito del gamberetto resta poco più che lo scheletro esterno. E’ quindi necessario fornire quotidianamente pesce crudo e gamberetti freschi a pezzetti. 1-2 volte alla settimana si può alternare il pesce con la carne cruda a cubetti. Piccole quantità di verdura cruda vanno introdotte nell’alimentazione sin dal primo giorno, anche se i giovani sono principalmente carnivori. L’adulto si nutrirà invece in pari misura di vegetali e proteine di origine animale. La dieta deve essere più varia possibile e necessita di un apporto supplementare di calcio o di integratori specifici per erpetologia. Si può spolverare sul pesce del carbonato di calcio, un osso di seppia grattugiato, un guscio d’uovo essiccato al forno e sbriciolato oppure del formaggio grana grattugiato.

Sono in grado di alimentarsi anche attraverso il processo della neustofagia: ovvero la filtrazione delle particelle alimentari presenti nell’acqua nuotando a bocca aperta per farle entrare e poi facendo uscire l’acqua dal naso a bocca chiusa ed ingerendo ciò che rimane in bocca (processo simile a quello messo in atto dalle balene).

I maschi diventano sessualmente maturi quando il loro piastrone misura 10 centimetri di lunghezza, le femmine a più di 15 centimetri. Nei rettili infatti la crescita non avviene solo in funzione dell’età ma specialmente delle risorse disponibili (cibo, temperatura, letargo se fatto oppure no, ecc.).

Il privato difficilmente si cimenta nella riproduzione dei soggetti, perché sono richieste vasche di alloggio molto grandi ed incubatrici per le uova. In allevamento, dopo 4-5 settimane dall’accoppiamento la femmina produce le uova, che se incubate sotto i 27 gradi di temperatura daranno origine a soli maschi, sopra i 30 gradi di temperatura alla nascita di sole femmine. In commercio si trovano principalmente le femmine perché la schiusa, a quelle temperature, avviene in soli 60-70 giorni, contro i 100-120 dei maschi, con riduzione dei costi di gestione da parte dell’allevatore.

Queste tartarughe possono vivere anche più di 30 anni se allevate in maniera corretta.

La condizione ideale di allevamento è il laghetto all’aperto che consente la massima esposizione alla radiazione solare, una naturale induzione del letargo ed un’alimentazione integrata con insetti ed alghe naturali.


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Il dr. Cattarossi potrà rispondere a consulenze su casi specifici solo con indicazioni di carattere generale. Se volete risolvere un problema del vostro animale, consigliamo di contattarlo direttamente per concordare una visita specialistica.


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19 Comments so far

  1. edoardo | 25 June 2008, 01:26

    ho un piccolo laghetto con 10 tartarughe d’acqua miste tra orecchia rossa e normali, una è uscita per deporre le uova,e ho individuato il punto dove sono state deposte, vorrei riuscire a fare in modo che si verificasse la schiusa. la mia domanda consiste:lascio le uova li coperte come le ha lasciate la tartaruga?, metto una lampada a calore per garantire una temperatura costante? oppure le recupero e le metto in incubatrice? in questo caso come va gestita l’incubatrice,umidità e altro?attendo gentile risposta cordiali saluti

  2. max | 25 June 2008, 01:46

    le tartarughe di diverse specie possono entrare in conflitto e danneggiarsi?

  3. Diego Cattarossi | 28 June 2008, 10:54

    Non riesco a capire la specie di appartenza delle tartarughe “normali”, forse intende la Emys orbicularis o tastuggine europea autoctona. Nel caso di tartarughe d’acqua che dispongano di laghetto è possibile lasciare le uova dove sono state deposte, la schiusa avverrà in modo naturale in percentuale variabile (sempre piuttosto bassa) secondo la condizioni climatiche. Quest’anno, essendo cosi caldo umido, dovrebbe essere molto probabile che schiudano numerose. Se invece vuole ottenere un maggior numero di uova schiuse le sconsiglio di usare una lampada in giardino, piuttosto acquisti una incubatrice per rettili disponibile anche nel mercato italiano con possibilità di avere quindi temperatura ed umidità ideali per la specie in questione. Cordiali saluti.

  4. Diego Cattarossi | 28 June 2008, 10:56

    Tartarughe di specie diversa possono essere tenute insieme a seconda della specie di appartenenza e specialmente della taglia dei soggetti. Ad esempio non ci sono molto problemi nel tenere insieme Testudo Hermanni, T. Greca e T. Marginata se queste hanno dimensioni simili.

  5. Michele | 02 July 2008, 01:37

    Ultimamente alla mia tartarugha ” Trachemys Scripta Scripta ” sono venuti fuori dei puntini neri sul carapace. Il mio venditore che se ne intende avendo un negozio dedicato solo ad animali acquatici ha detto che si può trattare di una ploriferazione batterica visto che le decorazioni del mio acquario sono diventate verdi, e anche alla crescita della tartaruga, e che bisogna spazzolarla con uno spazzolino.
    Secondo Lei devo fare così. Attendo la vostra risposta.
    Cordiali Saluti.

  6. Diego Cattarossi | 07 July 2008, 07:45

    Gent. Sig. Michele,
    le consiglio di spazzolare bene la tartarughina in modo da poter capire se i puntini neri sono solo in superficie (nel qual caso potrebbe trattarsi di crescita di alghe) oppure sono all’interno degli scuti del carapace (nel qual caso si tratta di una SCUD). Mi faccia sapere l’esito della pulizia.
    Dr. Diego Cattarossi

  7. anna | 22 July 2008, 08:21

    Ho una tartaruga d’acqua dalle orecchie rosse, oggi ha scavato una buca in giardino e ha deposto 3 uova. Devo lasciarle dove sono oppure toglierle e metterle in una incubatrice? Ho letto che si possono mettere sotto sabbia mista a torba per creare una sorta di incubatrice fatta in casa.

    Cordiali saluti

  8. Diego Cattarossi | 23 July 2008, 08:22

    Gent. Sig.ra Anna,
    se vuole che la natura faccia il suo corso può lasciarle dove sono, la percentuale di schiusa sarà variabile a seconda delle condizioni climatiche. Se invece vuole incubarle le sconsiglio il “fai da te”, ci sono incubatrici professionali già pronte per rettili.
    Cordiali saluti

  9. Nicolò | 25 July 2008, 07:19

    Buongiorno dott. Catarossi.
    Oggi ho dato alla tartaruga qualche pezzo di basilico, può essere velenoso per la mia Trachemys Scripta Troostii.
    I pezzettini di Basilico li ha mangiati.
    Cordiali Saluti.

  10. Diego Cattarossi | 25 July 2008, 10:11

    Gent. Sig. Nicolò,
    non sono descritti fenomeni di intossicazione da ingestione di basilico, quindi mi sento di tranquillizzarla.
    Non essendo però neppure un alimento adatto alla tartaruga le sconsiglio dii futuro di somministrarlo.
    Se vuole integrare l’alimentazione con fibbra vanno bene l’insalata, l’insalata romana, le insalate rosse ed i radicchio.

  11. Serena | 27 July 2008, 09:12

    Ho una tartaruga acquatica dalle orecchie rosse di circa 15 anni che da 2-3 settimane si rifiuta di mangiare. Ho provato a nutrirla forzatamente mettendole il cibo in bocca ma lo butta fuori immediatamente…cosa devo fare? Inoltre ho notato che ha dei rigonfiamenti vicino alle zampe.

  12. Nicolò | 28 July 2008, 10:26

    Buongiorno dott. Cattarossi.
    Innanzi tutto la ringrazio della risposta, volevo chedervi una mia curiosità.
    Le fratture interne e esterne del carapace e del piastrone hanno dei sintomi?
    Cordiali saluti

  13. Diego Cattarossi | 29 July 2008, 00:16

    Gent. Sig.ra Serena,
    non è possibile fare diagnosi senza vedere l’animale. La invito a rivolgersi immediatamente ad un collega che si occupi di medicina dei rettili. Nel frattempo alzi la temperatura dell’acqua dell’acquario a 30 gradi, faccia fare alla tartaruga dei bagni di sole e somministri quotidiamente in bocca una goccia di vitamina A in preparazione pediatrica in sciroppo.

  14. Diego Cattarossi | 29 July 2008, 00:17

    Gent. Sig. Nicolò,
    le fratture hanno sempre sintomi, diversi a seconda dell’osso interessato.

  15. sabrina | 29 July 2008, 07:09

    Gentile dr Cattarossi, ho ricevuto, tramite un conoscente che voleva abbandonarla, una tartaruga Trachemys scripta scripta di 7 anni il cui carapace misura 20 cm circa. La tengo in un laghetto all’aperto dove intenderei farla svernare. Non so come regolarmi riguardo all’ alimentazione poiché mi è stato consigliato di tutto: alcuni mi suggeriscono di somministrarle solo 15 gamberetti tutti i giorni, altri di nutrirla solo due volte a settimana di cui una con crocchette vegetali e l’altra con gamberetti. Quale dieta dovrei imporre all’animale anche in considerazione del fatto che, per la prima volta in vita sua, passerà l’inverno in letargo?

  16. Diego Cattarossi | 30 July 2008, 00:05

    Gent. Sig.ra Sabrina,
    nell’articolo che ha letto ci sono tutte le indicazione sulla corretta alimentazione della sua trartaruga (pesce crudo, carne cruda, ecc.). Queste indicazione valgono a maggior ragione per animali che debbano vivere all’aperto e che quindi dovranno accumulare riserve di grasso per l’inverno. La alimenti tutti i giorni finche la vedrà in ottima forma e con grasso di deposito sottocute, poi può ridurre a 4 volte alla settimana.

  17. Michele | 30 July 2008, 00:52

    Buongiorno dott. Cattarossi.
    Ho provato a spazzolarla ed era sporco.
    Volevo chederle un altra cosa.
    La mia tartaruga sta facendo la muta del carapace, è normale che il carapace sia mollo?
    Io la espongo quotidianamente ai raggi solari.
    Le do un alimentazione abbastanza equilibrata e varia.
    Io ho sentito che era molle da qualche settimana.
    Cordiali Saluti.

  18. Daniela | 30 July 2008, 05:51

    Ho trovato nel mio giardino una tartaruga che penso possa essere una Trachemys scripta elegans. E’ piuttosto grande (circa 20 cm), probabilmente qualcuno l’ha abbandonata. Cosa devo fare? La posso consegnare all’oasi del VWF? Nel frattempo come la nutro? Essendo una tartaruga marina, se sta sempre fuori dall’acqua (in giardino) soffre? Grazie

  19. Diego Cattarossi | 31 July 2008, 01:26

    Gent. Sig ra Marina,
    per essere sicura che si tratti di una trachemys e non di una testuggine di terra controlli in internet in qualsiasi motore di ricerca qualche foto ed immagine.
    Se è una Trachemys, le ricordo che non è una tartaruga marina bensì di acqua dolce, quindi dovrà interrare in giardino un sottovaso per fiori in una zona ombreggiata e tenerlo sempre pieno di acqua pulita perchè possa entrarvi.
    La alimenti come indicato nell’articolo.
    Cordiali saluti