Spesso si parla in questi ultimi anni di razze canine pericolose per l’incolumità pubblica e lo si fa senza riferirsi a studi o esperienze su grandi numeri di esemplari ma solo esprimendo opinioni personali non suffragate da evidenze scientifiche.

Riporto l’articolo pubblicato sulla rivista “Veterinaria” nel 2007 su un grosso lavoro svolto da me e dalla Prof.ssa Francesca Martuzzi (Professore Associato, Dipartimento di Produzioni Animali, Biotecnologie Veterinarie, Qualità e Sicurezza degli Alimenti, Facoltà di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Parma).

Il presente lavoro è stato motivo di 3 anni di studio e mi ha valso la nomina presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Parma del titolo di Dottore di Ricerca.

RIASSUNTO

Negli ultimi anni è stata compiuta in Italia, come nel resto dell’Europa, un’opera diffamatoria nei confronti di alcune razze canine individuate dai legislatori come potenzialmente pericolose per l’incolumità pubblica. Queste razze sono state scelte tra quelle con maggiore prestanza fisica, tra quelle storicamente impiegate nelle lotte tra cani o tra i cani di grande taglia da guardia e difesa.
In seguito ad uno studio approfondito della bibliografia sull’argomento, appare evidente che queste scelte non sono state dettate da ricerche scientifiche o suffragate da studi documentati.
Con la presente ricerca si è cercato di verificare, con metodo scientifico, da parte di quali razze canine si siano verificati con maggiore frequenza episodi di morsicature nei confronti dell’uomo in Italia, in una finestra temporale di 11 anni di studio, dal 1994 al 2004. I casi di morsicatura da parte di cani di razza documentati sono 662. Le razze che appaiono con almeno un episodio di morsicatura sono 75.
Si sono messi in relazione il numero di episodi di morsicatura a carico di ogni razza con la densità di popolazione canina presente in Italia. I risultati del seguente lavoro divergono sensibilmente dalle posizioni espresse nella legislazione corrente.
Lo studio è stato compiuto dagli autori in stretta collaborazione con i Medici Veterinari Comportamentalisti* che operano sul territorio nazionale, i quali hanno messo a disposizione, oltre alla propria esperienza e conoscenza dell’argomento, anche le loro schede cliniche di raccolta dati.

SUMMARY
During the last few years, it was conducted in Italy as in the rest of Europe, a campaign against some dogs’ breeds supposed to be aggressive, as the biting dogs and some guard and defence dogs. The Italian government has created a list with the most dangerous breeds. We do not believe that the list was confirmed with any studies demonstrating that these breeds are more dangerous than others excluded from it. The objective of this study is to verify if there is a different predisposition to bite a person in one breed or another. We compared the number of bites with the density of the population of each breed. The study considered 662 clinical bites cases collected between some Italian behaviour veterinaries. The results of the study disagree with the aggressive dogs’ list of the Italian legislation.

Per leggere l’articolo completo è possibile farlo gratuitamente scaricandolo dal sito del mio Ambulatorio.


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Il dr. Cattarossi potrà rispondere a consulenze su casi specifici solo con indicazioni di carattere generale. Se volete risolvere un problema del vostro animale, consigliamo di contattarlo direttamente per concordare una visita specialistica.


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