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2008
SINDROME EMORRAGICA DA POLIOMAVIRUS IN FRINGILLIDI ED ESTRILDIDI
La malattia causata dall’infezione da Poliomavirus è molto conosciuta tra gli allevatori di Psittacidi.
Lo scopo di questo articolo è spostare l’attenzione anche su altre specie di uccelli che sempre più frequentemente sono colpite da questo pericolosissimo virus.
La presente trattazione non vuole essere accademica e bibliografica ma riferita alla mia esperienza clinica con riferimento a casi reali. Ho infatti deciso di raccontare due episodi rispettivamente di un allevatore di Canarini da colore (Serinus canaria) e di uno di Diamanti di Gould (Chloebia gouldiae), perché ogni lettore possa sentire la trattazione della malattia vicina e comprensibile.
Storicamente si è sempre creduto con il Poliomavirus fosse responsabile di mortalità e sindromi emorragiche in molti generi di Psittacidi e che solo di rado potesse colpire altri generi di uccelli ornamentali. Particolarmente temuta è l’infezione dei nidiacei, quasi sempre mortale.
In questi ultimi anni ho notato personalmente un adattamento del virus ad “ospiti” di specie diversa. Questa novità deve essere ben conosciuta dagli allevatori perché possano sospettare di questa malattia della quale poco si parla e richiedere gli opportuni esami presso il loro Medico Veterinario di fiducia o presso un Istituto Zooprofilattico Sperimentale con competenze specialistiche nella diagnostica degli uccelli ornamentali.
Il primo caso riguarda un allevamento di Canarini mosaico gialli, bruni, avorio gialli e verdi. Il titolare è una persona di grande esperienza, preparato e scrupoloso nella gestione dell’allevamento con un’ottima alimentazione e gestione dei riproduttori.
Alla prima visita presso il mio Ambulatorio mi ha raccontato che, tre anni prima, erano morti gran parte dei piccoli nati in quell’anno e che, dopo aver provato molte cure di sua iniziativa senza risultati soddisfacenti, aveva deciso di cambiare tutto il parco riproduttori.
Stavolta si era rivolto a me perché molti soggetti presentavano croste attorno agli occhi e sintomi respiratori. L’allevatore non usava per i canarini il vaccino per il vaiolo specifico ma un prodotto omeopatico da sciogliere nell’acqua. Non essendo questo tipo di trattamento valido per prevenire la temibile malattia, nel mese di febbraio gli ho proposto l’esame istologico per la ricerca del vaiolo.
Dall’esame istologico è emersa una forte colonizzazione micotica da parte di: Macrorhabdus ornithogaster (“Micosi 80”) e Candida spp. (“Mughetto”). Un soggetto presentava polmonite da Aspergillus (fungo ubiquitario).
Abbiamo iniziato una terapia a base di Itraconazolo e Ciprofloxacina in acqua acidificata con aceto di mele.
Mi sono inoltre recato a visitare l’allevamento per valutare direttamente l’idoneità del locale e delle attrezzature e ho constatato che a fronte di attrezzature nuove, buona alimentazione e un’illuminazione soddisfacente, l’aerazione invece risulta carente. Ho consigliato pertanto di aumentare il ricambio d’aria.
Ho notato anche che fuori dall’allevamento era presente una piccola voliera con alcune coppie di Pappagallini Ondulati (Melopsittacus ondulatus) apparentemente in ottime condizioni di salute. Il titolare mi ha spiegato che sono della moglie e che sono sempre stati lì. In virtù del principio generale che un buon allevamento dovrebbe ospitare solo una specie di uccelli o almeno soggetti dello stesso genere per evitare fenomeni di trasmissione di malattie, ho consigliato all’allevatore di allontanare dall’allevamento le Cocorite e tenere solo i Canarini.
Due mesi dopo l’allevatore mi ha richiamato disperato. Pur avendo fatto il trattamento prescritto gli erano morte alcune femmine deponendo le uova, le altre avevano prodotto molte uova infeconde e i piccoli morivano all’età di pochi giorni. L’allevatore mi ha raccontato che alcune coppie mangiavano le uova e beccavano i piccoli uccidendoli.
Ho chiesto all’allevatore di portarmi alcuni cadaveri e ho notato come in superficie i corpicini dei pullus deceduti presentavano piccoli emorragie diffuse. Quelle emorragie non potevano essere state causate dai genitori, la pelle infatti era integra e le emorragie non erano state causate da urti o beccate. Poiché l’allevatore mi aveva detto di non aver fatto alcun trattamento con farmaci sulfamidici, gli ho chiesto se erano stati allontanati i Pappagallini e la risposta è stata negativa.
Praticata quindi l’autopsia sui canarini deceduti, ho notato che tutti i soggetti presentavano non solo emorragie esterne ma anche sul cuore, fegato, milza, reni ed anse intestinali.
A questo punto ho richiesto un esame istologico urgente per la ricerca del Poliomavirus sui cadaveri che l’allevatore mi aveva portato.
Come avevo sospettato dei 5 corpi inviati tra adulti e pullus, 4 sono risultati morti per Poliomavirus ed uno in condizioni di conservazione non idonee per l’esame. Eravamo quindi di fronte alla temibile sindrome emorragica da Poliomavirus.
I portatori sani della malattia erano i Pappagallini Ondulati, che hanno trasmesso la malattia ai canarini senza manifestare a loro volta sintomi.
Esaminando a ritroso la storia dell’allevamento si capiva che il Poliomavirus era in realtà presente da molti anni ed ha sempre “lavorato nell’ombra” senza mai essere diagnosticato. E’ stato probabilmente il responsabile della moria dei piccoli di 3 anni prima. Quando poi è stato cambiato il parco riproduttori, gli Ondulati sono rimasti in allevamento rappresentando il serbatoio dell’infezione. Il Poliomavirus, poiché oltre che causare emorragie, blocca le naturali difese immunitarie dell’ospite, ha permesso alle infezioni micotiche miste (Megabatterio, Candida e Aspergillus) di svilupparsi.
Non essendo presente ancora una terapia efficace contro questo virus si poteva solo allontanare i Pappagalli portatori della malattia e trattare tutto l’effettivo con un prodotto immunostimolante come l’Echinacea. Il trattamento di solito si somministra con il pastoncino a settimane alterne per lunghi periodi anche se rimane il rischio che vi siano in allevamento portatori sani della malattia.
Nel secondo caso i soggetti interessati sono stati dei Diamanti di Gould che convivevano con Canarini gialli intensi e brinati. Le due specie erano tenute chiuse nello stesso locale. L’alimentazione era ricca e varia con integrazioni polivitaminiche e minerali date a cadenze regolari. I soggetti non erano stati vaccinati per il vaiolo, ma trattati prima delle cove con neomicina ed amfotericina B non prescritte da alcun Veterinario.
L’allevatore è venuto a trovarmi con alcuni soggetti (sia Canarini sia Diamanti di Gould) morti nel periodo della prima muta con sintomatologia mista: digerente e respiratoria. I soggetti quindi prima di morire avevano manifestato sibili e rantolii respiratori e contestualmente feci diarroiche e molto scure. Le feci scure, quasi nere, si definiscono melena e indicano la presenza di sangue già digerito all’interno dell’intestino.
Interrogando l’allevatore ho scoperto che durante la riproduzione dei Canarini erano morti circa il 30% dei piccoli nel nido, ma in quella occasione non erano stati fatti esami.
All’esame esterno dei cadaveri i1 Canarino presentava sinusite infraorbitale (come nella “malattia dell’occhio gonfio”) mentre i1 Diamante di Gould il collo nudo senza piume (come nella rogna knemidocoptica) e la ranfoteca inferiore molto più lunga di quella superiore.
All’apertura dei cadaveri tutti i soggetti presentavano i polmoni e l’intestino pieni di sangue ed il fegato di dimensioni molto aumentate.
A quel punto ho prelevato dei campioni di organi e fatto dei tamponi da esaminare nel mio Ambulatorio; contemporaneamente ho inviato un esame istologico urgente presso un Laboratorio Universitario.
La diagnosi è stata anche questa volta “Poliomavirus” con contemporanea sovrainfezione da parte di Atoxoplasma serinii, una coccidiosi particolarmente insidiosa perché oltre a dare diarrea può uscire dall’intestino e attraverso il sangue infettare tutto l’organismo portando a morte il malcapitato.
Ho instaurato una terapia combinata con due farmaci contro la Atoxoplasmosi, a base di Toltrazuril e Pirimetamina, e la sintomatologia è in breve tempo regredita. Contro il Poliomavirus, non essendo ad oggi presente un farmaco efficace, ho prescritto delle integrazioni a settimane alterne con Echinacea nel pastoncino per stimolare le naturali difese immunitarie dell’ospite.
Questi due casi sono stati descritti perchè molto didattici. Negli ultimi 3 anni ho trovato il Poliomavirus in Fringillidi ed Estrildidi almeno una decina di volte e sempre come patologia grave.
E’ quindi utile in questa sede ribadire l’importanza della separazione di specie diverse in allevamento, il rispetto scrupoloso delle norme igieniche e la quarantena dei nuovi soggetti oltre che di quelli che tornano dalle esposizioni e mostre.
Tutti gli allevatori che si trovassero di fronte a mortalità dei piccoli o emorragie nei loro soggetti devono segnalare il fenomeno e richiedere una diagnosi accurata tramite la consegna dei cadaveri a centri attrezzati e competenti per le specie in questione.
Altre cause di emorragie multiple possono essere l’impiego di farmaci sulfamidici, predisposizioni genetiche in alcune linee di canarini bianchi per carenze di produzioni di fattori della coagulazione, lacerazioni della parete di una vaso in particolar modo in caso di rottura epatica nel fegato grasso, carenze di vitamina k su base alimentare, micotossine presenti nel pastone o sementi, altre malattie virali come il Paramixovirus responsabile della Pseudopeste aviare, ecc.
Chiunque abbia considerazioni da fare, domande o ulteriori informazioni utili per meglio conoscere questa malattia può liberamente aggiungere un commento alla fine dell’articolo.
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Comments











Bonasera dott.Diego ho letto il suo articolo su Italia
Ornitologica in merito al POliomavirus, le volevo chiedere:
ma veramente non esiste rimedio a questa malattia e se
non esiste rimedio cosa bisogna fare ,sopprimere tutti i soggetti per non ampliare il problema ad altri soggetti ?
Come è possibile individuare i soggetti colpiti dal virus
se visivamente non presentano problemi,è possibile che il virus abbia un suo periodo di vita e poi sparisca?
Ringraziandola anticipatamente per la Sua cortese attenzione Le porgo imiei piu cordiali saluti.
Bettega Mario
Gent. Sig. Bettega Mario,
in realtà non si conosce molto sulle sviluppo della malattia nel canarino perchè ci sono pochi dati in letteratura.
Non ritengo giusto abbattere gli animali, ma per prudenza conviene “chiudere” l’allevamento in entrata ed uscita di nuovi soggetti.
Solitamente il Poliomavirus fa molti danni il primo anno di ingresso in allevamento, poi si crea una sorta di immunità di allevamento e la mortalità diventa occasionale. Solitamente riguarda i nidiacei ed i più deboli.
Confermo che ad oggi non vi sono terapie di comprovata efficacia e soitamente si usano farmaci fitoterapici come l’Echinacea per stimolare il sistema immunitario.
Cordiali saluti,
dr. Diego Cattarossi
Salve, sono Andrea ho letto il suo articolo su Italia Ornitologica la rivista mensile della F.O.I. avvolte come si usa dire capita come il cacio sui maccheroni. Ebbene io quest’anno in allevamento sto avendo dei seri problemi con i canari in quanto a tutt’oggi non sono riuscito ad anellare nessun canarino poichè dopo 5-7 giorni muoino, una cosa del genere non era mai successo. Tengo a precisare che ho solo canari in allevamento e nessuna altra specie di uccelli, tra l’altro proprio quest’anno ho rimesso tutti uccelli provenienti da altri allevamenti in quanto l’anno precedente per motivi di famiglia fui costretto a togliere tutto. A fine febbraio quando ho iniziato a formare le coppie non ho notato nulla di particolare nell’allevamento, tengo anche a precisare che fra gli adulti non vi sono state morte a tutt’oggi, anzi debbo dire che apparentemente stanno abbastanza bene. Ciò che sì ed evidenziato è stato che alla fine dell’ovodeposizione le canarine non si mettevano a covare e quelle poche che l’hanno fatto il 50% delle uova erano chiare, quelli che erano fecondi e sono schiuse i pulli presentavano un puntino nero nella zona del fegato infatti le canarine non imbeccavano nemmeno. Preoccupato della situazione provvedevo da solo, ma con l’aiuto di un testo “Malattie del Canarino” data la sintomatologia che prendevo atto decidevo di intervenire con la Tilosina attenendomi anche al dosaggio specifico. Iniziata la seconda cova le cose miglioravano solo con i numeri, ma il risultato era lo stesso, le canarine covavano i nati erano di più le canarine imbeccavano ma al 5° giorno dalla schiusa vedevo che i canarini non crescevano più, anche se continuavano a chiedere l’imbeccata dopo 1 - 2 giorni morivano pur avendo il gozzo pieno. Ieri proprio mi sono rivolto all’Istituto Zooprofilattico di Portici dove ho portato dei canarini morti e le feci. Secondo lei dalla situazione che ho cercato di farle capire, può essere un Poliomavirus? tra l’altro se ci fossero emorragie e con il canarino ancora non impiumato credo che si potessero vedere. Sperando in benevole accoglienza le invio cordiali saluti Andrea
Dott. Diego anche io ho letto l’ineressante articolo su Italia
Ornitologica in merito al Poliomavirus, le volevo chiedere se il vaccino contro il Vaiolo del Canarino (poxvirus) è efficace contro il poliomavirus? se no , esiste un vaccino specifico ? E per ultimo Lei ha parlato di un integrazione nel pastoncino a settimane alterne con Echinacea per stimolare le difese immunitarie , questa puo essere usata come preventino nei periodi piu critici, durante la cova e la muta come preventivo di varie infezioni virali (poxvirus, poliomavirus,paramyxovirus ecc) non escludendo però la vaccinazione a fine estate ? Se si, quale è la dose di Echinacea consigliata per una prevenzione efficace durante questi periodi ?
Ringraziandola anticipatamente per la Sua cortese attenzione Le porgo i miei piu cordiali saluti.
Le faccio anche i complimeni per l’ottimo lavoro che svolge.
Momesso Angelo
Egregio Dott Diego Cattarossi,
Siamo un gruppo di allevatori amatoriali di Sanremo, abbiamo letto con molto interesse e preoccupazione il suo articolo sull’ultimo numero di “ Italia Ornitologica”. Data la totale mancanza di medici veterinari specializzati in piccoli volatili nella nostra provincia, avremmo bisogno di alcune informazioni riguardo alle infezioni su micosi 80 e candida. La terapia base di Sporanox e Ciproxin è appropriata?La posologia e la durata del trattamento ci è sconosciuta essendo capsule e sospensione. Le saremmo grati se ci segnalasse qualche suo collega della zona in grado di risolvere eventuali problemi futuri.
Cordiali saluti
Pierfranco Piubeni.
Rispondo alla domanda del Sig. Andrea Annunziata. Il quadro che Lei presenta non è caratteristico di Poliomavirus, sembrerebbe essere un’infezione batterica da Enterobatteriacee. A eziologia virale sarebbe più opportuno investigare il Circovirus che da mortalià nella prima settimana e “puntino nero”. Se avrà altri casi di mortalità o se non dovesse riuscire a risolvere il problema metta i cadaveri con addome aperto in formalina tamponata al 10% (attenzione, è tossica!) e me li spedisca. Resto a disposizione, cordiali saluti, dr. Diego Cattarossi
Rispondo alla domanda del Sig. Momesso Angelo. Purtroppo non esistono vaccini per il Poliomavirus nel canrino. Il vaccino del Vaiolo del canarino (poulvac canary pox foi) è specifico solo per il Poxvirus. Per la Pseudopeste (Paramixovirus) si possono utilizzare i vaccini per polli da nebulizzare sulle narici dei giovani di 2-3 mesi a 15 giorni di distanza dal vaccino del Vaiolo. Per quanto riguarda l’Echinacea ci sono prodotti per ornitologia specifici con dosaggi dettagliati come l’Ornicuma e L’Ornizym. Usare a settimane alterne nei periodi critici. Cordiali saluti, dr. Diego Cattarossi
Rispondo al Sig. Pierfranco Piubeni da Sanremo. Non so consigliarle un collega specializzato a Sanremo, le indico un indirizzo dove potrà trovare gli indirizzi di noi Vet Aviari sul Territorio nazionale: http://www.pappagalli.ch/Veterinario%20aviare.htm
Un farmaco che possa curare sia Candida spp. sia Micosi 80 è il Fungilin sospensione orale al dosaggioo di 8 ml per litro d’acqua o 16 ml per chilo di pastoncino. Cordiali saluti, dr. Diego Cattarossi
Carissimo dott. ho letto anch’io il suo articolo si I.O. e mi ha colpito una cosa per la terapia della atoxoplasmosi ha utilizzato il Toltrazuril che sappiamo cos’è ma il pirimetamina che sappiamo che è un farmaco antimalarico come lo usa? Io ho un referto da un istituto zooprofilattico di atoxoplasma ma mi è stato prescritto solo il primo farmaco non mi può dare indicazioni sul secondo? Sono sicuro che è più efficace l’associazione dei due farmaci. La prego mi aiuti ho gravissimi problemi in allevamento e solo tre giorni di toltrazuril, come mi ha prescritto l’istituto zooprofilattico, mi sembrano pochi.
La ringrazio anticipatamente
Gent. Sig. Nastasi Giuseppe, il Toltrazuril è il principio attivo del Baycox, una soluzione orale veterinaria, che nella concentrazione del 2,5% si usa a dosaggi di 1-2 ml per 1 litro d’acqua. E’ un farmaco molto efficiace e sicuro in tutte le età. La Pirimetamina è il principio attivo de Metakelfin, compresse ad uso umano. Il dosaggio empirico in uso è di 1 compressa in 1 litro d’acqua oppure 2 compresse in 1 chilo di pastone. Le sconsiglio di associare i 2 prodotti, piuttosto utilizzarli in successione. Integrare l’alimentazione con vitamine dei gruppi B e K. Le consiglio di utilizzare questi prodotti sotto controllo medico veterinario. Cordiali saluti
La ringrazio tantissimo io sto usando i due farmaci come prescritto ma lo sto facendo per tre soli giorni come mi ha detto l’Istituto (un ciclo di tre giorni da ripetere tra 15 giorni)va bene così? Il primo ciclo l’avevo fatto con il solo Baycox, questo secondo lo sto facendo con l’associazione del Metakelfin devo fare altro? Io non vedo nessuna miglioria in allevamento, ma, sono al secondo giorno del secondo ciclo mi dice il dottore di essere speranzoso.
La ringrazio ancora
Giuseppe
buon giorno dottore se usassi della echinacea comperata in erboristeria confezione da 30 capsule per un peso totale di 15 grammi in che dosi potrei mescolarla al pastoncino?
grazie
Gent. Sig. Nastasi,
la terapia per Atoxoplasmosi è corretta, abbia pazienza.
Saluti
Gent. Sig. Antonio,
può usare una capsula aperta e mescolata su un chilo di pastoncino.
Saluti